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The best of Australian wines

2 dicembre 2008

Dopo il primo post di Brendan, una seconda esperienza di degustazione direttamente da Perth, Western Australia.

Recently I met Neromarco, a contributor to this blog, while he was on a visit to Australia. I have enjoyed his post about the visit that he made to Margaret River and his experience with Australian wine. Neromarco invited me to contribute to this blog as a fellow avid consumer and lover of wine.

Neromarco’s visit stimulated me to think about what iconic wines I might serve to overseas visitors that would showcase Australian wine-making.

There are two possible paths I could take. The first would be to show traditional styles that can compete with the world’s best. For example, I might choose to serve a Cabernet dominant wine which could compete and rival the best that Bordeaux can produce. I might choose to serve a dry, flinty Riesling which is as good as any that can be obtained from Austria or Germany. Across the spectrum of wine varieties and wine styles there would be something that I could offer a visitor which would convince them of the status of Australian wine-making. With this approach I might choose, for example, the following line-up: For Cabernet Sauvignon: the Moss Wood Cabernet Sauvignon from the Margaret River region. For a Riesling: the Grosset Polish Hill Riesling from the Clare Valley in South Australia. For Chardonnay: the Leeuwin Estate Art Series Chardonnay again from Margaret River region in Western Australia.

All these wines are not necessarily cheap but when compared to equivalent wines from overseas, the pricing is extremely competitive.

If I were to take the second path and showcase wine varieties and styles which Australia in my view does better than most and are unique, then I would take the following approach.

I would start of course with Shiraz, a wine that is Australia’s gift to the world: a topic so interesting that deserves to be expanded upon in my future post.

I would also show off liqueur Muscats and Tokays which are fortified wines made from warmer climate regions, from Frontignac and Muscadelle grape varieties. These are deep, unctuous wines oozing fruitcake and are sold often at an indecently low price for their quality, to rival any fortified wine from the Old World.

In the end what did I serve Neromarco? I decided on a combination of the above. I served a Leeuwin Estate Chardonnay Art Series 2003 which in my view could rival any white Burgundy and is widely regarded as Australia’s finest Chardonnay. I then served a Rockford Basket Press Shiraz from the Barossa Valley from 2002 (which was regarded as an excellent year in South Australia). This had some early secondary developed characters bit is a wine that can be aged for well over 10 years. I then served a Seppelts Grand Tokay with dessert. And given that Marco is a lover of Riesling, and given that we had limited time and were unable to try everything that we would like to try, I gave him a bottle of Grosset Polish Hill Riesling 2006 to take home with him!

I would love to repeat the exercise in reverse in Piedmont, Marco!

Versione italiana

Recentemente ho conosciuto Neromarco, uno dei redattori di questo Blog: un incontro che mi ha stimolato a pensare quali vini rappresentativi di tutta la produzione australiana avrei potuto servire ad un visitatore d’oltre oceano.

Avrei potuto seguire due possibili percorsi degustativi. Il primo è quello di mostrare vini di gusto internazionale, in grado di competere con i più blasonati prodotti del mondo. Per esempio, scegliere di servire un vino a base Cabernet che potrebbe rivaleggiare con i migliori prodotti a Bordeaux. Oppure un Riesling secco e minerale valido quanto quelli prodotti in Austria o Germania. Attraverso lo spettro delle varietà di vigneti e di stili ci sono vini in grado di stupire un visitatore sul livello della capacità raggiunta da produttori australiani. Seguendo questo approccio avrei potuto scegliere, ad esempio, questa successione: per il Cabernet Sauvignon: il Moss Wood Cabernet Sauvignon della regione di Margaret River (Western Australia). Per il Riesling: il Grosset Polish Hill Riesling della Clare Valley, nel South Australia. Per lo Chardonnay: il Leeuwin Estate Art Series Chardonnay, di nuovo da Margaret River. Si tratta di vini forse non molto economici, ma certo in paragone ad equivalenti prodotti europei i prezzi sono estremamente competitivi…

D’altra parte, e con un percorso differente, si possono mostrare varietà e stili che dal mio punto di vista sono tipicamente australiani, nel senso di esclusivi o migliori quando prodotti in Australia. Anzitutto lo Shiraz, un vino che è realmente un dono dell’Australia al mondo. Un argomento così interessante che merita di essere approfondito nel il mio prossimo post.

Oltre a qualche scelta bottiglia di Shiraz, si possono proporre alcuni vini liquorosi: Muscat e Tokay, che sono vini fortificati prodotti nelle regioni climaticamente più calde, da vitigni di Frontignac e Muscadelle. Sono vini opulenti e profondi, con sentori di torta di frutta e di frutta candita, sovente ventuti a prezzi assai bassi per la loro qualità, tanto da poter rivaleggiare con qualunque vino fortificato del Vecchio Mondo.

Alla fine, cosa ho servito a Neromarco? Mi sono deciso per una combinazione dei due percorsi. Prima di tutto uno Chardonnay Leeuwin Estate Art Series 2003, che secondo me può rivaleggiare con qualunque bianco di Borgogna, ed è forse il più buon chardonnay australiano. Poi ho servito uno Shiraz Rockford Basket Press, prodotto nella Barossa Valley, del 2002 (annata ricordata in South Australia come eccellente). Un vino interessante e maturo, invecchiato in barrique per oltre 10 anni. Quindi un Grand Tokay di Seppelts, con il dessert. E dato che Neromarco è un amante del Riesling, e che il tempo di provare tutto quello che volevamo era limitato, si è portato a casa una bottiglia di Grosset Polish Hill Riesling 2006, da riportare a casa in Italia!

Ma la promessa è di ripetere l’esercizio “alla rovescia” in Piemonte…

One Comment leave one →
  1. neromarco permalink
    7 dicembre 2008 01:01

    Poco posso aggiungere come commento… se non confermare che l’ospitalità di Brendan è stata calorosa, ed il Riesling (degustato con calma, in una serata successiva) veramente ottimo, ed in grado di reggere il confronto con i grandi vini messi in campo nella serata…

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