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Gold Coast wines. Una puntata a Mt Tambourine.

15 ottobre 2009

Australia

Australia

Quando si pensa ai vini australiani la mente subito va, non senza motivo, alla Barossa Valley, la Coonawarra, Margaret River, grandi nomi e grandi produzioni. Il territorio è però costellato di realtà più piccole, perle che spesso passano inosservate ma che possono riservare gradite sorprese.

Ad un ora di macchina a sud di Brisbane e una trentina di chilometri da Surfer Paradise, appollaiato su un’altura a qualche centinaio di metri di altitudine, si trova Mt Tambourine, un paesino che si snoda sulla cresta che divide la rain forest a ovest dai pendii che portano all’oceano e alla Gold Coast a est.
Placida durante la settimana, durante il weekend e le festività la località si popola di folle di turisti, locali e di oltremare, in cerca di ristoro dalla calura all’ombra dei percorsi tra l’intrigo della vegetazione e gli alberi e nel fresco delle cellar doors delle vinerie, alcune delle quali meritano una menzione di rispetto.

Due signore gentilissime, affascinate e curiose di Italia, accolgono i visitatori alla Mt Tambourine Winery, proponendo in una cornice tranquilla e aperta una lista di vini di corpo tra i quali spicca il 2005 shiraz cabernet (rispettivamente 60 e 40%) di cui assaggiamo anche il 2007, recentemente messo sul mercato, vinoso, percorso da venature speziate e accese, accarezzato da tannini che lo rendono apprezzabile adesso ma promettono allo stesso tempo una maturazione interessante.

Il carattere gradevolmente rustico di questo vino è una caratteristica che condivide con altri dei prodotti della casa, in particolare il Black Shiraz, maturato in rovere americano, che rispettando le premesse del suo nome, si presenta di un colore incredibilmente cupo, violaceo, tendente al nero.

Heritage Estate

Heritage Estate

Se i rossi sono il punto forte della Mt Tambourine Wines, sorprendono piacevolmente i bianchi nella Heritage Wines. Le vigne di questa piccola azienda vinicola, come quelle della sopra citata Mt Tambourine winery, si trovano un paio di ore a sud, a Stanthorpe, sulle alture della Granite Belt di cui parleremo in una delle prossime puntate.
Fiore all’occhiello il pluripremiato 2008 Reserve Chardonnay, complesso e stratificato, in cui una nota appena percettibile di barrique, intrisa in una struttura vellutata, fa da sfondo a un arcobaleno di aromi dalla crema alla pesca, ma con qualche vibrazione tostata e erbacea e un finale lungo in una sorta di tout se tiens molto interessante.
Interessanti sono pure il Semillon 2003, vivace e di carattere, e il Frontignac 2008 in cui frutti e fiori si mescolano ad una spiccata acidità che tende e ravviva.

Finiamo la nostra visita domenicale concedendoci una birra sul terrazzo del St Bernards Hotel, l’edificio più vecchio della zona ci viene detto, dove un pigro san bernardo si concede alle indulgenze di una folla di bambini entusiasti. Di fronte a noi la Guanaba Gorge, un vallone in fondo del quale scorgiamo, nella foschia, i grattacieli di Surfers Paradise sullo sfondo dell’oceano Pacifico; in borsa una bottiglia di Chocolate Port della Mt Tambourine Winery, delizia golosa con cui annaffieremo i nostri gelati una volta tornati a Brisbane.
Per ora intanto ci godiamo questa piccola perla del Queensland.

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