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Brachetto Passito e cioccolato, amore a prima vista

8 novembre 2009

Degustazione di vino e cioccolato: facile a dirsi di questi tempi. Questa volta però ci riferiamo ad un’occasione di incontro speciale, tra il cibo degli dei di uno dei più famosi artigiani cioccolatieri di Torino, Peyrano, e una bottiglia di passito di Brachetto di Marina Mangiarotti (AL), imbottigliata più di vent’anni fa.

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Da destra Marina Mangiarotti, Mariella Maione proprietaria di Peyrano e Angelo Dundulachi Direttore della Produzione, Lorenzo Tablino enologo.

Per anni è stato considerato un accoppiamento impossibile o comunque poco adeguato alle caratteristiche organolettiche di entrambi, invece negli ultimi anni il rapporto tra vino e cioccolato si è fatto sempre più intenso, fino a diventare – secondo le parole dell’enologo Lorenzo Tablino attrazione fatale.

Gli sono state riconosciute numerose proprietà ed innegabili effetti positivi sulla salute, ma soprattutto mi piace ricordare che il cioccolato, ricco di molti oligolementi tra cui il magnesio, riequilibra il tono del sistema nervoso e favorisce il buonumore. O forse a dare questa sensazione di benessere contribuirà l’effetto del suo gusto irresistibile?

Protagonisti della prima parte di questa degustazione il Casalein 2005, Passito di Brachetto di Marina Mangiarotti, della Valle Bagnarlo nel comune di Strevi (AL), ed il celebre cioccolato Peyrano, storica azienda di produzione artigianale, declinato nelle due tipologie: il gianduiotto classico, prodotto ancora oggi secondo l’antica ricetta e tagliato a mano, ed il bicchierino di fondente al 51%. Deliziosi.

Un momento di suspense ha preceduto l’apertura di una magnum di Passito di Brachetto di Marina Mangiarotti, prodotto nel 1993 ed imbottigliato da suo padre nel 1994, servito in abbinamento al quadretto di fondente al 70% e rivelatosi davvero al di sopra delle aspettative, sia nei profumi che nel sapore.

Già all’epoca dei Romani sono presenti testi relativi al “Vinum Acquense”  diffuso tra gli abitanti della Gallia Cisalpina, probabilmente un  passito a cui venivano attribuite proprietà afrodisiache. Forse un antenato del Brachetto?

Oggi la principale zona di produzione del Brachetto DOCG include 26 comuni intorno ad Acqui Terme per un totale di 1.300 ettari sulle colline dell’Alto Monferrato, per una produzione annua totale che si aggira sui 6 milioni di bottiglie, vendute principalmente sul mercato europeo ed in parte negli Stati Uniti.

Il passito di Brachetto è ottenuto lasciando le uve ad appassire naturalmente sui graticci per un periodo compreso tra 40 e 60 giorni, a seconda delle annate.

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