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New Zealand Wine Tour ed il Pinot noir, the liquid gold

2 dicembre 2009

La primavera neozelandese è uno degli scenari più suggestivi in cui mi sia mai capitato di viaggiare.
Un clima spesso capriccioso non riesce a rovinare il fascino, la limpidezza e la purezza, la bellezza incontrastata dei luoghi.

Vigneti in Otago

4.500 chilometri in 25 giorni tra ogni sorta di meraviglie della natura, gente fantastica e una boccata d’aria nuova dopo qualche tempo in Australia.
50 le wineries visitate e quasi 400 i vini assaggiati in 5 regioni: Central Otago, Nelson e la vicina Marlborough, Martinborough e l’area di Hawkes Bay. In ogni zona abbiamo trovato qualcosa di diverso.

Fattore comune, per quanto possa sembrare retorico e banale, la gentilezza e la disponibilità delle persone. Anche per questo motivo  ho trovato interessante conoscere un po’ meglio le persone che stavano dall’altra parte del bancone, trascorrendo ore a chiacchierare  nelle cellar doors o nelle wineries, incarico reso ancor più piacevole dalla proverbiale comicità e placida paciosità neozelandese (non sono tutti come gli All Black..).
Il viaggio è iniziato a Cristchurch. Quì abbiamo avuto la fortuna di fare la conoscenza di Keryl Direen, la direttrice di Eadie Fye’s Wine shop, che ci ha offerto una serie di informazioni e contatti che risulteranno preziosissimi, tra tutti uno in particolare, Grant Taylor, di cui parleremo più diffusamente più avanti.

Muovendo verso sud incontriamo tra gli altri Brian Roberts del reparto vendite nella Liquorland Oasthouse in Oamaru, che ci fornisce ulteriori materiali e informazioni utili per la pianificazione del viaggio. Un ringraziamento enorme a queste due persone per i consigli, il tempo e per averci fatti sentire come a casa. Se capitate da quelle parti e siete a caccia di una buona bottiglia sapete dove andarla a cercare.

Dopo 1.200 km, pinguini dagli occhi gialli e altri dalla schiena blu, un paio di decine di temporali, almeno un migliaio di colline, montagne, ghiacciai, fiordi dai silenzi surreali e cascate vorticose e assordanti, migliaia di pecore e centinaia di cervi, un numero indefinito di laghi, leoni marini e foche, saturi di sensazioni, approdiamo a Queenstown, Capoluogo del Central Otago, di recente diventata uno, se non il, polo turistico della South Island.

La targa: Pinot the liquid gold

Capiamo di essere arrivati nel posto giusto quando, increduli, facciamo il nostro ingresso nella cittadina preceduti da un pick up targato “Pinot, the liquid gold”.

2 commenti leave one →
  1. nasovinoso permalink
    5 gennaio 2010 03:04

    Piccola anticipazione: in una delle prossime puntate ne incontreremo un’altra, quella del signor “tannin”.
    E’ un vero piacere trovarti su queste pagine e concordo pienamente con te Monica: chissà, magari se si organizza una petizione per il ministro Matteoli..

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  2. 4 gennaio 2010 16:26

    A parte l’invidia che provo nei vostri confronti per questo magnifico viaggio, vorrei tanto anch’io una targa personalizzata tipo “bellini, the pink gold”…o forse esagero?

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