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Gibbston: continuando la master class in pinot noir.

21 febbraio 2010

Dopo il tour tra le attrattive di Queenstown è ora tempo di entrare nel vivo e iniziare a visitare le Wineries.  Partiamo dall’area di Gibbston, situata tra la città e Bannockburn, in cui le case vinicole si susseguono a entrambi i lati della Gibbston Highway.

Il logo Peregrine

Amisfield, in una cornice austera dall’esterno quanto calorosa e accogliente all’interno, offre un pannello in cui la pulizia e la limpidezza dei bianchi va a braccetto con la morbidezza del loro pinot noir La cellar door, dai muri in pietra, al cui centro troneggia un grande caminetto, farebbe pensare a uno chalet o una baita di lusso delle nostre valli. Quì però si parla inglese e non occitano o piemontese.  Fuori dal finestrone a muro la luce del primo pomeriggio si riflette sulle cime ancora innevate e rimbalza sulle fronde degli alberoni che circondano le rive del lago Hayes.

Passando oltre Chard Farm, di cui si è già parlato nel post precedente, troviamo Gibbston Valley, un altro dei grandi nomi della zona e forse il marchio pioniere per eccellenza.  Con un ristorante da 40000 pasti all’anno, due tour della winery al giorno e una  vastissima scelta di souvenir nella cellar door, Gibbston Valley è una delle mete enologiche più ambite della regione.  La scelta dei vini è più che generosa.  Belle le etichette della collezione Expressionist series, rilasciate di recente dal winemaker Christopher Keys.  Il 2000 Reserve pinot noir (firmato Grant Taylor) fu nominato Best Pinot Noir al London wine challenge nel 2001.

A pochi chilometri troviamo Peregrine, uno dei nomi celebri del vino NZ. Simbolo della casa il falco pellegrino che popola l’isola ed è stampato  su una faccia delle banconote da 20 dollari (un ottima mossa dal punto di vista del marketing mi viene da dire!).

La stessa struttura vasta e parzialmente interrata, che ospita il quartier generale della casa, è concepita per rendere, con un intreccio metallico, la forma del rapace ad ali spiegate.
Il pinot noir 2007, probabilmente uno dei vini più medagliati di Nuova Zelanda, è fragrante, ben teso e si beve bene da ora ma promette di poter invecchiare bene.  Di un livello superiore per complessità il Karearea Pinot noir, disponibile solo nella cellar door, in cui scalciano, ancora giovani, note fruttate di mora, amarena, cassis ma anche speziate.  Tutta la gamma merita di essere assaggiata, in particolare il Pinot gris Karearea 2008, pieno, lungo e ben sostenuto da una buona acidità.  Se il sauvignon blanc sembra avere un largo seguito, scegliamo tuttavia il pinot gris di base, pulito e agile, giovane (2008), per accompagnare il gigantesco trancio di salmone che ci siamo accaparrati nei giorni precedenti per una cifra irrisoria presso la Mt Cook Salmon Farm, la più alta al mondo!

Poco più lontano Jason Moss della Waitiri Creek ci accoglie nella tasting room che un tempo fu una chiesa.  Interessante il Riesling, secco e limpido, con una nota verde e lievemente erbacea.

Per chi si trovasse in questa regione e fosse alla ricerca di una degustazione più estensiva della produzione locale e nazionale consiglio di non lasciarsi sfuggire il Central Otago Wine Centre, nel cuore di Queenstown. Grazie al sistema di degustazione Enomatic vi si possono infatti assaggiare oltre ottanta vini provenienti da tutta la nazione.

Bannockburn e Cromwell distano ora appena una quarantina di chilometri.  Questa prima sessione di assaggi si è rivelata piuttosto intrigante e siamo ora pronti per andare alla scoperta della restante parte di questa bella regione.

ENGLISH VERSION

After a tour of the sights of Queenstown it is now time to gain momentum and start to visit the Wineries. We start from the area of Gibbston, located between the city and Bannockburn, where the wineries are found nearly back-to-back at both sides of the Gibbston Highway.

Amisfield looks austere from the outside just as much as it is warm and cozy inside.  In their wines the cleanliness and purity of the whites goes arm in arm with the pinot noir’s supple elegance. The cellar door has stone walls and in the middle stands a large fireplace.  You would think of a chalet or a cottage of our valleys, except that here we speak English and not Occitan or Piedmontese.  Outside the large window, the light of the early afternoon is reflected by the mountain tops still covered with snow and rebounds on the leaves of the big trees that surround Lake Hayes’s shores.

Passing over Chard Farm, that we already mentioned, we find Gibbston Valley, another of the great names in the area and perhaps the very pioneer brand of Otago.  With its restaurant serving 40000 meals per year, two tours of the winery a day and a large range of souvenirs in the cellar door, Gibbston Valley is one of the most popular wine destinations in the region.
The choice of wines is very generous.  The labels of the Expressionist series, recently released by the winemaker Christopher Keys, are really eyecatching.  The 2000 Reserve Pinot Noir (signed Grant Taylor) was named Best Pinot Noir at the London Wine Challenge in 2001.

After just a few kilometers we find Peregrine, one of the most famous names in New Zealand wine. The symbol of the winery is the peregrine hawk which lives all over the island and is printed on one face of the 20 dollars notes (a good move in terms of marketing I would say!).

The very large and partially underground facility, which houses the headquarters of the winery, is designed to recall, with a metal structure, the shape of this raptor with spread wings.
The Pinot noir 2007, probably one of New Zealand’s most awarded wines, is fragrant, concentrated and is good to drink now but has good cellaring potential as well.  We find a higher level of complexity in the Karearea Pinot noir, available only in the cellar door.  Fruity notes of blackberry, black cherry, cassis, but also spicy are kicking, still young, in the bottle.  The whole range deserves to be tasted, particularly the Pinot gris Karearea 2008, full, long and supported by good acidity.  The sauvignon blanc seems to have a large following, however, we choose the pinot gris, clean and agile, young (2008), to accompany the giant piece of salmon that we bought a few days earlier for a steal at the Mt Cook Salmon Farm, the highest in the world!

A little further Jason Moss of Waitiri Creek welcomes us into the tasting room that was once a church. We enjoyed the Riesling, dry and clear, with a green note and slightly herbaceous.

For those that are after a more extensive tasting experience of local and national production I also highly recommend the Central Otago Wine Center, in the heart of Queenstown.  Here, thanks to the Enomatic system of tasting, it’s possible to try eighty wines from across the nation.

Bannockburn and Cromwell are now only forty kilometers down the road.  These first tasting session leaves us really intrigued and we’re now ready to go and explore the rest of this wonderful region.

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