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#Barbera1, l’innovazione nella comunicazione del vino

16 maggio 2010

Pensieri sparsi alla fine di una giornata dedicata al vino, al cibo ed alla convivialità.

Post scritto a 4 mani da Monica Pisciella e Marco Manero.

Degustazione in corso a Barbera1

Degustazione in corso a Barbera1

Si è conclusa da poche ore #Barbera1, evento di degustazione e convivialità dedicato all’omonimo vitigno in quel di Castelnuovo don Bosco, nel Monferrato astigiano, e con Marco in auto condividiamo qualche commento a questa giornata intensa.

Ecco la degustazione in sintesi: 8 barbere  base (solo acciaio) in degustazione cieca; fuori blind tasting 1 birra artigianale, che dall’uva barbera trae origine, ed  1 passito di barbera. La provenienza geografica delle barbere in degustazione, tutte DOC, è  stata scelta in modo da rappresentare  differenti produzioni e premiare la varietà, includendo le zone di Asti, Alba, Colli Tortonesi, Colli Bolognesi, Sannio, Oltrepò Pavese.

Prima di tutto diciamo che ci siamo divertiti molto,  approfondendo la nostra conoscenza di un vitigno che  dev’essere riscoperto e che merita di ritrovare il posto che gli compete nel panorama vinicolo internazionale.

Per noi era la prima partecipazione ad un incontro  del vino della serie #numerata, come ad esempio #lambruschi (che dall’ormai storica prima serata un po’ carbonara giunge proprio oggi alla quarta edizione) e l’iniziativa ci è parsa molto interessante ed innovativa.

Questa tipologia di eventi è nata un po’ di tempo fa sul social network di microblogging Twitter, per iniziativa completamente autonoma di un gruppo di eno-appassionati, quindi con modalità organizzative e comunicative del tutto nuove, che utilizzano la modernità del mezzo  per condividere con la community di riferimento le fasi organizzative  e soprattutto foto e commenti live durante l’evento, che viene così attraverso Twitter,  compartecipato worldwide.

#Barbera1 è un incontro “nato dal basso”, senza coinvolgimento di agenzie  o professionisti di PR, per degustare insieme prodotti di un unico vitigno, parlarne, magari in qualche caso  anche discuterne un po’. Incontrare e fare incontrare, con curiosità ed in tutto relax, produttori, sommelier, appassionati ma anche agenti, esperti di marketing e di comunicazione,  giornalisti che di solito scambiano impressioni sul web; insomma,  persone con ruoli ed attività differenti, accomunati dalla grande passione per il vino e dalla volontà di condividerlo in compagnia.

#Barbera1 è stata una giornata davvero piacevole, che ha permesso di fare attività diverse in allegria, documentate su Twitter da molti partecipanti (un vero e proprio livetwitting event!).

Ci è piaciuto scoprire la bella location dell’azienda vinicola Cascina Gilli, che ha ospitato l’evento, e condividere con i sempre più numerosi amici di Twitter un bel momento di convivialità.

E’ stato bello avere occasione di rincontrare chi già si conosce e dare  un volto a persone con cui finora si erano solo scambiati twit o parole virtuali su Skype. Infine scoprire gli otto vini  in degustazione e tutti gli altri infiniti assaggi fatti durante il corso della giornata.

Ognuno si è potuto fare la sua idea, e probabilmente molti ne scriveranno nei prossimi giorni, anche per tutti coloro che non c’erano e che magari  sono curiosi di conoscere i dettagli.

Io e Marco, pur seduti a distanza di sicurezza per non finire sempre a parlottare a lavori in corso e per non influenzarci reciprocamente, abbiamo durante il viaggio svelato le nostre preferenze. Per scoprire punti comuni e – per fortuna – anche qualche differenza di vedute.

Parere unanime sulla preferenza per le barbere di Cascina ‘Tavijn e di La Casaccia. Molto beverina, meno complessa e destinata all’uso quotidiano quella di Cascina ‘Tavijn, che Marco abbinerebbe ad un assortito piatto di affettati e formaggi; più strutturata e complessa quella di La Casaccia, che io vedrei bene anche abbinata agli agnolotti o a piatti di carne. Una menzione speciale spetta anche a La Maranzana.

Questo post vuole essere  anche un ringraziamento ed un riconoscimento a chi ha ideato e organizzato l’evento, in particolare i twit amici: Tirebouchon, Enofaber e Giuliano Abate. Ognuno dei partecipanti ha contribuito a modo suo e secondo la propria personalità alla buona riuscita della giornata.

Sarebbe bello mettere i nomi di tutti, tra l’altro la maggioranza scrive in rete, ma la lista diventerebbe davvero troppo lunga. Inoltre è importante citare anche chi – pur non essendo presente – ha contribuito all’incontro con le sue riflessioni e i suoi articoli, Stefano Caffarri e Joel Mack aka Vintrospective.

Concludiamo con un commento,  tra i tanti, che è parso particolarmente interessante. Jacopo Cossater in sintesi (e magistralmente) ha spiegato: “#Barbera1 è stata bella per le persone e per la location. La degustazione è stata istruttiva, ed è tipologia che va approfondita. La Barbera perfetta deve giocarsela sulla bevibilità e sulla complessità, più che sulle complicanze”.

In attesa di #Barbera2 salutiamo con simpatia gli amici che in questo momento si “affaticano” a #Lambruschi4, buona degustazione!

16 commenti leave one →
  1. wineup permalink
    22 maggio 2010 03:31

    @Gianlucamorino

    Ciao Gianluca,
    ti ringrazio del tuo commento e mi scuso del ritardo di questa risposta.
    Credo che la tua esperienza quotidiana di Presidente dell’Associazione Produttori del Nizza sia preziosissima per approfondire l’argomento e ti ringrazio dell’attenta analisi che ci hai regalato, che mi trova del tutto d’accordo.
    Barbera questa sconosciuta…e non solo all’estero, mi verrebbe da aggiungere.

    Può sembrare banale, ma credo purtroppo negli anni passati siano state dimenticate molte delle regole fondamentali per costruire un “Barbera brand” forte. La Barbera è certo per sua stessa natura un vino quotidiano, di cui si apprezzano principalmente, proprio come abbiamo sperimentato anche a #barbera1, la semplicità, la bevibilità, la facilità di accostamento ai cibi semplici della tradizione.

    Credo altresì che semplicità non debba significare banalità, o mancanza di identità, o di regole certe (soprattutto sulla qualità/resa per ettaro che contribuisce a caratterizzarne il livello), che permettano di attribuire ad un prodotto un posizionamento preciso (e possibilmente di buon livello) nella percezione dei consumatori.

    Innanzi tutto quale prodotto: condivido con te che sotto il termine barbera accanto a vini di ottimo livello sia passato anche un po’ di tutto, ovviamente a discapito dell’immagine del prodotto in generale, in particolare in quei mercati dove si fa più fatica (ad esempio per offerta limitata o per scarsa conoscenza del territorio e dei suoi protagonisti) a discernere il produttore valido.

    Il prezzo è altro elemento fondamentale per posizionare un prodotto su un mercato. (le politiche di prezzo meriterebbero forse un ragionamento più ampio, magari in un prossimo post?)
    Svendere non è mai una grande idea per dare valore ad un vitigno, anche quando le quantità sono tali da rendere necessarie azioni efficaci per rendere il prodotto più appetibile al mercato. Anche perchè dopo aver comprato a basso prezzo una volta, chi convincerà il distributore/il consumatore a pagare un prezzo più elevato la volta successiva? Quindi… possiamo individuare nel controllo delle quantità e della qualità una delle strade per valorizzare il prodotto (e le relative strategie di prezzo)?

    Distribuzione e Promozione: Quanto al marketing e all’attività dei consorzi…credo non sia un segreto che in Italia, ed in alcune zone in particolare, il marketing è spesso questo sconosciuto🙂
    Per molti versi è certo anche colpa della molta improvvisazione di chi dice di occuparsi di queste attività senza averne la preparazione o le competenze, soprattutto sugli aspetti economici. D’altro canto è altresì vero che, purtroppo, la convinzione che il vino si venda da sè è ancora viva nella mente di molti, soprattutto in certe regioni (forse il Piemonte ne è esente?).
    Credo siamo in molti ad osservare con curiosità ed attenzione il grande sforzo di riqualificazione attualmente in corso da parte delle istituzioni. Forse ancora troppo presto per le prime valutazioni…ma – senza voler fare valutazioni affrettate – non credo di essere smentita se dico che in rete si è parlato davvero molto di #barbera, grazie ai nostri amici Vittorio, Fabrizio e Giuliano.
    Che non sia anche questa una delle strade per valorizzare e comunicare il valore di un vitigno come questo?

    Last but not least la degustazione: ne abbiamo già parlato molto, ma credo valga ancora la pena ricordare come siano queste le occasioni dove si scoprono prodotti particolari, le chicche altrimenti difficili da scovare.
    Durante #barbera1, infatti, accanto alla declinazione classica del vitigno Barbera ci siamo concessi anche qualche divagazione sul tema, tra cui il Passito di Barbera della Cascina Garitina. Ero molto curiosa di questo assaggio, che mi ha entusiasmata.
    Complimenti, Gianluca!

    Un caro saluto

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  2. 22 maggio 2010 00:39

    Sul blog di @Enofaber sono disponibili le schede preparate sui diversi vini degustati a #Barbera1. La saga dei #vininumerati continua…
    http://www.enofaber.com/2010/05/barbera1-le-schede-non-schede/

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  3. Gianlucamorino permalink
    19 maggio 2010 00:23

    Ciao Monica e Marco, mi è piaciuto molto il come avete dipinto la giornata perchè avete fornito spazi al confronto..
    Barbera questa splendida sconosciuta potrei iniziare….
    Nel senso che la vera realtà, cioè il cuore pulsante della barbera, è ai più sconosciuto….pure ai grandi operatori internazionali e perchè?
    Ci sono molteplici ragioni per questa situazione quasi di stallo: parlo ovviamente del mercato estero.
    1
    mancanza di grandi e forti marchi che veicolino una buona barbera nelle giuste quantità
    2
    politiche sbagliate in tutta la filiera che hanno portato a lottare in fasce di mercato non nostre (1 euro/bott) a questo proposito vi posso citare l’esperienza dell’anno scorso di un colosso piemontese che ha vinto un appalto di 3 milioni di bottiglie con il gruppo ALDI a 1.20 euro/bott: le bottiglie non sono state tutte vendute in quanto il contenuto era chiaramente di pessima qualità
    3
    operazioni di marketing scongiune e solitarie senza avere un forte Consorzio alle spalle( anche lui invischiato alle decisioni dei grandi gruppi)
    4
    questo è il punto più importante: LA BARBERA O é BUONA BUONA O NON PIACE.
    5
    mancata revisione dell’albo vigneti
    6
    mancanza di seri controlli sulle rese (ricordiamo che la barbera su alcuni suoli è veramente generosa..come una mamma)
    Quindi molte volte ci ritroviamo in mano una bella maserati ma non sappiamo guidarla.
    Ha caratteristiche intrinseche che esaltate dai diversi territori la rendono unica come vino rosso di struttura corposo ma fresco alla beva e digeribile.

    Per terminare direi bellissima la degustazione perchè è l’unico modo per capire sul serio un vitigno legato indissolubilmente ad un territorio che ha colonizzato da decenni e scoprire i produttori.
    Noi produttori del Nizza usiamo queste degustazioni già da anni perchè sappiamo bene che alla fine il vino va bevuto e non giudicato…deve dare piacere deve stimolare l’interesse a farsi scoprire.
    Vi anticipo anche qui che è partita la realizzazione di #nizzabarbera1

    A presto ragazzi
    Gianluca

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  4. wineup permalink
    17 maggio 2010 18:35

    Mentre si parla di lui… Giuliano spunta fuori🙂
    Condivido la tua tesi, il vino va vissuto, annusato, assaporato; bello anche incontrare i produttori, ascoltarli raccontare le loro scelte produttive, capire come e perchè nasce un prodotto così emozionante e coinvolgente per tutti i sensi.

    A presto per altre nuove avventure enologiche quindi, contiamo su di voi!

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  5. wineup permalink
    17 maggio 2010 18:26

    Ciao Paolo,
    ti ringrazio molto del tuo intervento.
    In effetti è stato davvero un bel confronto, una bella panoramica tra territori e “caratteri” differenti, in una giornata di piacevolissimo relax tra amici.
    Anche Giuliano oggi diceva che avrebbe voluto un’altra barbera1 domani; credo la sensazione positiva di questa giornata sia rimasta in tutti, non resta che chiedere al nostro meraviglioso team di organizzatori (i “tre moschettieri” @tirebouchon @Enofaber @giuliano_abate) di farci ripetere questa esperienza al più presto.

    A presto

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  6. 17 maggio 2010 18:20

    Un grazie a voi per la vostra partecipazione attiva a #barbera1.

    Queste non-degustazioni sono quanto di più vicino ci sia al consumo auspicabile del vino: intorno ad un tavolo, con gente allegra e interessata, scambiandosi sensazioni ed opinioni, senza classifiche o bicchieri-grappoli-coccinelle…

    Un modo, insomma, di VIVERE il vino, mettendosi in gioco ( i produttori presenti sono stati fantastici in questo) in piena anarchia nell’eccezione migliore del termine.

    E la saga dei #vini_numerati è solo all’inizio…

    Ciao
    Giuliano

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  7. 17 maggio 2010 11:19

    E’ stato bellissimo confrontarsi a tutti i livelli su questo vino così straordinariamente versatile e conviviale, ottima la compagnia di tutti, davvero !

    Ho personalmente ritenuto i primi tre campioni più pertinenti al concetto di “facile beva” di una barbera base, la quarta “di piacevolissima rottura” in quanto decisamente più calda e coinvolgente e quindi più vicina, se vogliamo ad un superiore ed anche più vicina alle mie corde, le ultime, invece sempre più distanti per quanto più interessanti e complesse, dal concetto della Barbera base.

    Grande prova anche per i vari terroir, ognuno dei quali si è saputo distinguere nelle caratteristiche organolettiche conferite all’uva Barbera con la quale sono stati prodotti i vini in degustazione.

    Non vedo l’ora di una prossima edizione !!

    Ciao
    Paolo

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  8. wineup permalink
    16 maggio 2010 14:48

    @sandra
    Ti ringrazio, è stata davvero una bella giornata. Alla prossima!

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  9. wineup permalink
    16 maggio 2010 14:29

    @insopportabile Ciao Insopportabile, ti ringrazio davvero molto dei complimenti!
    Il tuo commento mi è particolarmente gradito. Un evento come #barbera1 mi è parso quanto di più vicino si possa immaginare al consumatore; niente schede con voti e numeri, ma la possibilità di scoprire e sperimentare direttamente un vitigno e con la massima libertà di espressione, alla ricerca di un confronto e della condivisione di un’esperienza.

    Per la scelta della Barbera, beh…la scelta è così vasta che non c’è che da cominciare, la materia per assaggi ed esperimenti certamente non manca.
    Buon divertimento🙂

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  10. wineup permalink
    16 maggio 2010 14:17

    Ciao Fabrizio,
    è stato un vero piacere esserci.
    Condivido perfettamente lo spirito che vi ha animati e abbiamo apprezzato molto il vostro lavoro davvero importante.
    In Piemonte, ma anche nel resto d’Italia, ci sono vini quotidiani che meritano di essere riscoperti, raccontati e valorizzati, ma soprattutto condivisi con il consumatore, che altrimenti rischia di essere travolto dalle mode.
    Ieri Vittorio ha fatto riferimento alla mancanza di educazione al vino ed al cibo. Mi è venuto da pensare che a scuola si insegna educazione alimentare, ma nessuno spiega ai giovani quali siano i vitigni tipici della regione in cui vivono e a quali vini diano origine, a come degustarli.
    E credo che anche tanti adulti sarebbero stati felici di essere presenti ieri, a scoprire la barbera.
    Che stia davvero nascendo un nuovo modo di comunicare il vino? Sono pronti i produttori ad accoglierlo?

    Mi stuzzica questa anticipazione in merito a prossimi eventi in preparazione…volete farci morire di curiosità??

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  11. 16 maggio 2010 14:14

    che dire?? hai espresso alla perfezione le sensazioni della splendida giornata trascorsa tutti insieme.
    Non vedo l’ora di parteciapare alla prossima😉
    Un abbraccio e ancora complimenti a @Enofaber, @tirebouchon @Giuliano_abate e la deliziosa padrona di casa @Cascinagilli!

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  12. 16 maggio 2010 12:03

    Cari Monica e Marco, grazie a voi per aver partecipato a questa intensa giornata. Le parole di Jacopo fanno emergere l’idea che ha animato fin dall’inizio l’organizzazione di questa degustazione: la Barbera nasce come vino quotidiano e conviviale, per sua intima essenza è, a nostro modesto parere, vino “contadino” che deve giocarsela sull’aspetto della beva magari rustica ma piacevole. A questo punto non possiamo che aspettare un #barbera2 e magari, perchè no, una qualche altra degustazione di vitigni piemontesi un po’ sottovalutati. Stiamo già lavorando per il futuro….

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  13. 16 maggio 2010 11:48

    Mi hai fatto respirare l’aria della giornata, di manifestazioni che immaginavo un ripetersi di assaggi e schedature.. mi sa che la gente come me, profana ma appassionata delle cose buone e della convivialità potrebbe trarre vantaggio e seguire questi eventi con più partecipazione e consapevolezza, e conoscere meglio certi prodotti presentati in maniera moderna e con linguaggi diversi dai soliti termini tecnici.
    Poi il tuo racconto è talmente coinvolgente da farmi andare subito a prendere una bottiglia di Barbera da gustare! Buona giornata🙂

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