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#Barbera2 secondo me

16 maggio 2011

Impressioni parziali di un giorno ricco di incontri, vini, sorrisi.

Il logo di #barbera2 disegnato da Barbara Voarino



E’ passato circa un anno da #Barbera1, e l’impegno di molti, soprattutto (ma non solo…) Gianluca Morino, Monica Pisciella, Vittorio Rusinà, Chiara Martinotti e Caterina Andorno ha portato a una seconda edizione. Di #Barbera2, tenuta il 14 maggio a Nizza Monferrato, si è parlato molto sulla rete, nella lunga attesa che ha preceduto l’evento. Ma finalmente sabato gli oltre cento partecipanti hanno potuto seguire le diverse presentazioni in programma, e partecipare alla degustazione incrociata di cinque barbera piemontesi e californiane. Un incontro condiviso nel web, non solo tramite i social network (utilizzati moltissimo, del resto il cancelletto # prima del nome indicava che l’idea della giornata era nata su Twitter…) ma anche tramite una diretta streaming, in italiano e inglese.

A #Barbera2 i vini hanno parlato ognuno la lingua del proprio terroir, le persone quella della gioia dell’incontro, del condividere la propria passione, il proprio lavoro, la voglia di conoscere e riconoscersi.

I ragazzi della scuola alberghiera di Agliano, di servizio ai tavoli coordinati da alcuni sommelier, sono stati un collegamento ulteriore con il territorio, la società locale, la struttura economica del Monferrato, rappresentata fisicamente anche dalla sala del Foro Boario rimessa a nuovo di recente. Penso che uno dei risultati più interessanti della giornata stia nei molti materiali realizzati per l’occasione, soprattutto la relazione dell’antropologa Lucia Galasso, aka @alcheringia, sul “Genius Loci”, nelle parole dei produttori dei vini in degustazione e negli altri interventi, che hanno fatto intendere la straordinaria profondità storica, culturale, tecnica che sta dietro al vino. Saperi antichi e nuovi portano a realizzare tante diverse interpretazioni del barbera, in un certo senso un elemento presente nel DNA della viticoltura piemontese. Una gran quantità di informazioni e documenti (testi, video, fotografie) rimarranno dopo l’evento, soprattutto sul web, e rappresentano una ricchezza per tutti. La condivisione della conoscenza non è di certo una novità, ma la struttura della rete la potenzia, e questo nel mondo del vino si vede in modo molto evidente nella serie di incontri cosiddetta dei “vini numerati”: tanto per ricordarne qualcuno i vari #lambruschi, #aglianicodelvulture1, #grignolino1, #colfondo 1 e 2 come negli eventi legati a Terroir Vino (l’edizione 2011 è prossima…). Iniziative che stanno evolvendo e suscitando interesse, come tutte le idee intelligenti.

By Neromarco

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