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Verdicchio 2.0, quando vino e web s’incontrano nelle Marche

8 novembre 2011

Sabato 22 Ottobre è stato il giorno di Verdicchio 2.0:  la Cantina CasalFarneto di Serra de’ Conti ha ospitato una tavola rotonda sulle nuove opportunità della comunicazione del vino attraverso il web e i social media, in particolare del Verdicchio, che ha visto coinvolti: Franco Ziliani (giornalista e autore dei blog Vinoalvino e Le Mille Bolle), Alberto Mazzoni, Direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini  (IMT), Andrea Petrini (Percorsi di vino), Luigi Bellucci (TigullioVino), Vincenzo Reda (VincenzoReda) e me.

Ha moderato l’incontro Giorgio dell’Orefice, giornalista Agrisole – Sole 24 Ore

Verdicchio 2.0

Alla tavola rotonda è seguito un buffet in Cantina ed un pomeriggio di degustazione all’Enoteca Regionale delle Marche di Jesi, con la guida di  Alberto Mazzoni, definito per l’occasione “eminenza grigia del Verdicchio” da Franco Ziliani e la giornalista marchigiana Stefania Zolotti.

Ha concluso la giornata la cena al Fortino Napoleonico di Portonovo (AN), ospiti della famiglia Togni.

(Nota: hanno scritto di Verdicchio 2.0 Franco Ziliani qui, Andrea Petrini qui, Luigi Bellucci qui, Vincenzo Reda qui)

Verdicchio 2.0 è stato un momento di incontro e di confronto, organizzato e voluto dalla Famiglia Togni, della Cantina CasalFarneto e proprietaria delle acque minerali Togni e dell’azienda spumantistica Rocca dei Forti.

La mattina si è aperta con l’intervento e le dichiarazioni di Paolo Togni, del vice presidente e Assessore all’Agricoltura della Provincia di Ancona Giancarlo Sagramola, del Sindaco di Serra de’ Conti Arduino Tassi e di alcuni Funzionari della Regione Marche. Tutti concordi nel considerare il Verdicchio ambasciatore del territorio e delle persone che vi dedicano il loro lavoro, e nel porre in evidenza la necessità di una nuova e moderna mentalità, aperta, in grado di creare e rafforzare le sinergie e la collaborazione tra produttori e di trovare nuovi modi per comunicare più direttamente e meglio con i consumatori.

La regia accorta dell’ottimo Giorgio Dell’Orefice ha poi stimolato e coordinato un dialogo a più voci che si è protratto per tutta la mattina davanti ad un pubblico attento e incuriosito, che più volte è intervenuto nel dibattito.

E infatti Verdicchio 2.0 a mio parere è stata una scintilla, un primo passo, un’ottima occasione per ragionare insieme sulle opportunità di promozione e valorizzazione del Verdicchio attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, in particolare il web e i social media.

Storie e punti di vista diversi e spesso complementari, quello del famoso giornalista ed esperto Franco Ziliani, che di vino scrive da molti anni e la cui penna è conosciuta in tutto il mondo, quello di chi nella vita si occupa di tutt’altro e dà libero sfogo alla sua passione per vino e cibo all’interno di un blog, come Andrea Petrini, Luigi Bellucci, lo stesso Vincenzo Reda che nel suo blog unisce la passione per la fotografia a quella per il vino, quello di chi ogni giorno si misura con la necessità di promuovere e valorizzare vino e territorio come Alberto Mazzoni, ed il mio che cerco di comunicare il vino ed i suoi protagonisti.

Tutti concordi nel ritenere che il Verdicchio, che ricopre un ruolo importante tra i grandi vitigni d’Italia, possa trovare nella rete un valido alleato, per farsi conoscere meglio ed apprezzare non solo dagli appassionati, che già lo amano e vogliono saperne di più, ma anche da chi ancora non lo conosce.

E poiché il web è globale, può ben fungere da cassa di risonanza non solo in Italia, e sul suolo natìo del Verdicchio, ma anche all’estero, comunicando tutta l’unicità, l’identità, il carattere e la forza di un vino che negli anni recenti, in particolare dal 2009, oltre al Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC, ha visto il riconoscimento anche del Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG, e che insieme anche al Verdicchio di Matelica si fa interprete di un territorio marchigiano e di una cultura vitivinicola di qualità di tutto rispetto, che trova  ulteriore vantaggio competitivo nel prezzo, spesso contenuto rispetto ad altri vini di pari livello.

Internet, d’altro canto, grazie all’immediatezza e all’interattività dei suoi media, sembra adatto a rendersi utile a supportare il rafforzamento e la veicolazione non solo del Verdicchio, ma anche degli altri vini marchigiani – tra cui spiccano Rosso Conero, Lacrima di Morro d’Alba, Vernaccia di Serrapetrona – e di un brand Marche – un umbrella brand direbbero all’estero – sotto il quale confluisce anche la promozione del territorio e del turismo, in particolare enogastronomico, in Italia e all’estero. I social media si configurano come strumenti di un nuovo modo di creare relazioni umane e professionali, non solo con potenziali clienti, consumatori finali ed utilizzatori, ma anche con la stampa, i blogger, gli importatori, la ricerca universitaria e con un’intera galassia di professionisti con cui interagire, per scambiare e reperire informazioni e contatti, idee e cooperazione.

A Verdicchio 2.0 si è parlato, a tal proposito, anche delle degustazioni numerate, così definite perché nate su Twitter e contrassegnate dal simbolo del cancelletto #, e in particolare dell’esperienza diretta di #barbera2, recentemente organizzata con Cascina Garitina a Nizza Monferrato (AT).

Dopo i lavori del mattino una breve pausa con buffet in Cantina, un momento di relax ed anche un’opportunità per scambiare due chiacchiere e conoscere meglio i colleghi della tavola rotonda e per incontrare alcune tra le molte persone intervenute al dibattito.

Il pomeriggio è proseguito all’Enoteca Regionale di Jesi, sede anche dell’IMT, dove grazie ad Alberto Mazzoni abbiamo potuto realizzare un vero e proprio viaggio di esplorazione del Verdicchio e dei vini marchigiani. Vi confesso, è stata per me un’esperienza quasi mistica.

Enoteca Regionale delle Marche di Jesi e sede dell'IMT

L’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) –  di cui Alberto Mazzoni è non solo Direttore ma anche espressione di competenza, energia e lungimiranza strategica che mi ha colpita –  è un Consorzio di Tutela costituitosi nel 1999 dalla volontà di 19 soci fondatori. Oggi può contare su più di 1200 viticoltori associati, delle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, che rappresentano oltre il 90% del vino esportato delle Marche.

Fin dai primi assaggi abbiamo riscontrato una qualità media dei vini davvero notevole. Dal produttore più piccolo a quello più grande, trasversalmente rispetto a quantità prodotte e struttura aziendale, ho scoperto vini che ci hanno colpiti ed entusiasmati. Tutti, nessuno escluso. Assaggiati e riassaggiati, con la possibilità di degustare con tranquillità grazie ai molti bicchieri (proprio come piace a me), in modo da poterne osservare l’evoluzione. Qui si possono vedere alcuni momenti della degustazione.

La degustazione all'Enoteca Regionale di Jesi

La lista iniziale dei vini in degustazione. Poi si è arricchita ulteriormente in corso d'opera

I commenti a caldo e lo scambio di opinioni con gli altri relatori, e in particolare con persone dell’esperienza di Franco Ziliani, Alberto Mazzoni, Luigi Bellucci e Stefania Zolotti, hanno reso questa degustazione una vera occasione di studio del vino, di quelle che ricorderò a lungo nel tempo.

Alcuni mi son rimasti in particolare nel cuore e voglio qui ricordarli: Santa Barbara, Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Riserva Stefano Antonucci 2009; Enrico Ceci, Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore Santa Maria d’Arco 2009, molto apprezzato anche da Franco Ziliani che ne ha scritto sul suo blog in questo post.

Santa Barbara, Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Riserva Stefano Antonucci 2009

Molto apprezzati anche il Lacrima di Morro d’Alba DOC Stefano Mancinelli, Lacrima Superiore 2009 e la Vernaccia di Serrapetrona di Quaquarini, che ha chiuso un pomeriggio molto interessante.

A cena al Fortino Napoleonico con la Fam. Togni e Danilo, Alberto Mazzoni, Stefania Zolotti e tutti i relatori abbiamo passato davvero una bella serata e festeggiato il compleanno di Alberto Richelieu Mazzoni (cit. Ziliani).

Credo sia stato per tutti un weekend molto piacevole, si è respirata una bella atmosfera serena.

Per quanto mi riguarda, oltre ai vini e al paesaggio, nelle Marche ho trovato persone con un senso dell’ospitalità e dell’accoglienza davvero speciale, e l’abitudine a sorridere. Con quei sorrisi aperti che ridono anche gli occhi.

Sono ripartita alla fine del weekend con una gran voglia di tornare e la convinzione che le Marche siano davvero una regione da scoprire.

7 commenti leave one →
  1. Wineup permalink*
    11 novembre 2011 00:46

    Andrea, sarebbe una gran bella idea! Io ci starei volentieri

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  2. 10 novembre 2011 15:00

    In occasione del prossimo Vinitaly? una degustazione contro Wine Spectator che sbarca a Verona!!

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  3. Wineup permalink*
    9 novembre 2011 17:04

    @Andrea Mi piace organizzare, ma anche godermi dei bei weekend organizzati.
    Come questo nelle Marche.

    Però mi piacerebbe se ci fosse un’altra occasione comune con le persone che c’erano a Verdicchio. E se ci facessimo venire un’idea da rifare tutti insieme?

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  4. 9 novembre 2011 15:44

    Dai, stavolta organizzi tu!!🙂

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  5. Wineup permalink*
    9 novembre 2011 12:42

    @ Massimo Davvero Massimo, le Marche mi son rimaste nel cuore.
    E il Fortino è bellissimo, e con il mare li sotto è uno spettacolo!

    @ Andrea Grazie Andrea! E spero ci sia presto occasione per rivederci per qualche assaggio tutti insieme.

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  6. 9 novembre 2011 11:55

    Condivido ogni lettera del post! A presto!

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  7. 8 novembre 2011 19:09

    Regione splendida, vini incredibili …fortino napoleonico amazing!!!!🙂

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