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L’Aglianico del Vulture e i suoi produttori a Torino per un giorno, accade ad #AglianicosottolaMole

27 novembre 2011

Una giornata alla scoperta dell’Aglianico del Vulture e dei suoi produttori, ieri a Torino

Aglianico sotto la Mole, 26 Novembre a Torino

Si è tenuto ieri a Torino, a Palazzo Capris, #AglianicosottolaMole, degustazione di Aglianico del Vulture organizzata da Davide Marone (@dmarone31), con il supporto di Elena Bardelli (@elenabardelli) e Fabrizio Gallino.

Una bella occasione per il gruppo di appassionati presenti per scoprire o esplorare meglio l’Aglianico del Vulture, un vitigno non solo antichissimo – pare infatti che sia stato importato nel nostro Sud dai coloni greci provenienti dalla Tessaglia – ma anche uno tra i più importanti d’Italia e che, come ha osservato Davide in apertura di giornata, è poco conosciuto a Torino – e forse, mi permetto d’azzardare, in generale in tutto il Nord – ai consumatori ma anche ad alcuni gestori di ristoranti ed enoteche.

Importante che siano venuti dalla Basilicata a presentare non solo i vini ma anche il territorio i produttori: Sara Carbone (@saravinicarbone), ormai famosa anche grazie anche alla sua presenza su Twitter e social network, Michele Laluce, Simona Labarbuta di Lelusi, Giuseppe Mastrodomenico, Elisabetta Musto Carmelitano.

I vini per la degustazione, tutti Aglianico del Vulture DOC (e quindi Aglianico del Vulture 100%, come previsto dal Disciplinare)  sono stati presentati in due batterie da tre, in quest’ordine:

Lelusi Viticoltori – LeLùSi 2005 Aglianico del Vulture DOC

Tenute d’Auria – Rupe di Apollo 2007 Aglianico del Vulture DOC

Vigne Mastrodomenico – Likos 2008

Azienda Vinicola Vinilaluce – Le Drude 2007

Azienda Agricola Musto Carmelitano – Serra del Prete 2009

Azienda Vinicola Carbone – 400 Some 2007

Gli assaggi di Aglianico del Vulture sono stati una scoperta interessante.

Ben lungi dal voler stilare classifiche o dare punteggi, come ho già scritto ieri da più parti nel corso della degustazione sono rimasta favorevolmente colpita in particolare da Le Drude 2007, per la freschezza straordinaria e per la bevibilità, un vino dotato di carattere e identità, bella espressione del territorio. Uno di quei vini che al termine del primo bicchiere vien subito voglia di versarne ancora.

È arrivato alla fine e ci ha stupiti per l’eleganza del suo 400 Some Sara Carbone, di cui ho apprezzato anche la capacità di trasmettere con semplicità e grande umanità la passione per il vino e per il territorio, attraverso qualche “schizzo” di vita familiare in azienda.

E il LeLùSi 2005 ci ha definitivamente convinti, qualora ce ne fosse bisogno, che l’Aglianico del Vulture, grazie alla sua struttura, è vino adatto all’invecchiamento.

Alla degustazione è seguito un breve aperitivo con le Birre di Pausa Cafè e il pranzo, durante il quale non solo l’Aglianico ma anche altri vini del Vulture sono stati proposti in abbinamento ad alcuni piatti tipici piemontesi, a dimostrazione che l’Aglianico e la cucina locale possono integrarsi con buoni risultati. Interessante scoperta il Morbino, Bianco IGT (60% moscato e 40% malvasia), di Michele Laluce, che avrei abbinato ad un piatto di formaggi (oppure – forse – a una fetta di torta o ai biscottini) invece che al primo per esaltarne al meglio le caratteristiche.

Mi complimento con Davide Marone per l’organizzazione di una giornata piacevole. Trovo molto bello che siano stati invitati anche alcuni colleghi del corso di Viticoltura ed enologia della Facoltà di Agraria, e che questa degustazione sia resa parte del loro percorso di studio di marketing del vino.

I miei complimenti anche a Elena Bardelli, che si è data da fare per far sì che tutto fosse al posto giusto nel momento giusto.

Bello aver condiviso il piacere di #aglianicosottolamole con i presenti e con chi ci ha potuti seguire a distanza grazie ai social network, il cui ruolo è sempre più importante per confrontare anche con chi non c’è i pareri sui vini e diffondere notizie ed aggiornamenti sulle degustazioni.

L’augurio è che, proprio come dice Davide Marone, questo sia stato un primo passo per l’Aglianico del Vulture in terra sabauda e che i produttori colgano l’occasione per intraprendere un percorso che porti i loro vini ad essere presenti anche nelle enoteche, ristoranti e wine bar della nostra città.

Az. Agricola Laluce - Le Drude 2007 Molto bella la controetichetta

Az. vinicola Carbone - 400 Some

I mitici taralli della mamma di Sara Carbone, un'esperienza mistica

Laluce - Le Drude 2007

Lelusi viticoltori - LeLùSi 2005

Laluce - Il Morbino, bianco IGT

2 commenti leave one →
  1. 28 novembre 2011 13:39

    Piacevole la lettura del tuo racconto, che ha colto gli stimoli e gli spunti che è bello trasmettere anche a chi non ha avuto la fortuna di essere presente! Brava!
    P.S. io c’ero!

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  2. 27 novembre 2011 19:20

    Grazie Monica per la tua parteciazione e per il tuo resoconto. Spero che questo sia un piccolo trampolino e un piccolo aiuto ai produttori per far conoscere sempre più un ottimo prodotto che forse resta ancora, oltre all’estero, nei confini delle Basilicata. Grazie ancora e alla prossima.

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