Gli eventi del vino locali appassionano il pubblico

23 Novembre 2009

Si moltiplicano le piccole rassegne enologiche, i corsi e le degustazioni sul territorio.

San Gimignano

San Gimignano (SI)

Gli ultimi fine settimana sono stati intensi per il mondo del vino a Torino, tra la quinta edizione dell’interessante piccola rassegna Tastuma tut (in dialetto “assaggiamo tutto”) e il rinnovato Salone del vino, ribattezzato “Wine Show“. Già a partire dalla scelta del nome si nota una certa diversità nell’approccio…

Ma in tutta Italia si moltiplicano iniziative di avvicinamento al vino e ai vini: corsi, piccole degustazioni, rassegne per appassionati enogastronauti, come Terroir Vino, Villa Favorita, Vinòforum e Aglianico & Aglianico. Sul bel web magazine “Intravino” c’è chi si chiede, con ironia, se gli appuntamenti non siano troppi, visto che bisogna anche considerare gli “imperdibili” eventi “istituzionali”, primo fra tutti il Vinitaly.

Noi pensiamo che tutte le rassegne e gli incontri che creano una loro dimensione siano intelligenti, se sono in grado di trovare un pubblico interessato, magari solo locale oppure solo composto di turisti: ad esempio le degustazioni estive realizzate a San Gimignano dal museo del vino. Abbiamo partecipato in agosto al “pomeriggio dei produttori”, una degustazione di chianti classico e vernaccia, apprezzando le grandi differenze fra i diversi prodotti presentati. Ma soprattutto godendo del meraviglioso panorama… tutto sommato anche il luogo fa la sua parte, e non a caso molte delle piccole rassegne di cui abbiamo parlato sono organizzate in parchi ed edifici belli e affascinanti.

San Gimignano (SI)

English version

Local events fascinate wine enthusiasts

All around Italy different initiatives for approaching wine world born and grow: wine courses, small tastings, events for wine enthusiasts; for exemple Turin Wine Show, Tastuma Tut (in local dialect means “we taste everything”…), Terroir Vino, Villa Favorita, Vinoforum (in Rome) and  Aglianico & Aglianico.

We think that all meetings which are enable to interest a public are useful and intelligent. Participants could be local people but also (why not) wine tourists, like during the summer tasting organised in San Gimignano by local wine museum.


Brachetto Passito e cioccolato, amore a prima vista

8 Novembre 2009

Degustazione di vino e cioccolato: facile a dirsi di questi tempi. Questa volta però ci riferiamo ad un’occasione di incontro speciale, tra il cibo degli dei di uno dei più famosi artigiani cioccolatieri di Torino, Peyrano, e una bottiglia di passito di Brachetto di Marina Mangiarotti (AL), imbottigliata più di vent’anni fa.

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Da destra Marina Mangiarotti, Mariella Maione proprietaria di Peyrano e Angelo Dundulachi Direttore della Produzione, Lorenzo Tablino enologo.

Per anni è stato considerato un accoppiamento impossibile o comunque poco adeguato alle caratteristiche organolettiche di entrambi, invece negli ultimi anni il rapporto tra vino e cioccolato si è fatto sempre più intenso, fino a diventare – secondo le parole dell’enologo Lorenzo Tablino - attrazione fatale.

Gli sono state riconosciute numerose proprietà ed innegabili effetti positivi sulla salute, ma soprattutto mi piace ricordare che il cioccolato, ricco di molti oligolementi tra cui il magnesio, riequilibra il tono del sistema nervoso e favorisce il buonumore. O forse a dare questa sensazione di benessere contribuirà l’effetto del suo gusto irresistibile?

Protagonisti della prima parte di questa degustazione il Casalein 2005, Passito di Brachetto di Marina Mangiarotti, della Valle Bagnarlo nel comune di Strevi (AL), ed il celebre cioccolato Peyrano, storica azienda di produzione artigianale, declinato nelle due tipologie: il gianduiotto classico, prodotto ancora oggi secondo l’antica ricetta e tagliato a mano, ed il bicchierino di fondente al 51%. Deliziosi.

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Australian Shiraz – parte terza

1 Novembre 2009

Ultima parte del “mini trattato” sugli Shiraz australiani del nostro Brendan Jansen

Le zone dello Shiraz

Le zone dello Shiraz australiano

Le regioni più fredde dell’Australia meridionale, come la Clare Valley ed il Coonawarra, forniscono anch’esse Shiraz di alta qualità. Wendouree è un piccolo ma fantastico produttore della Clare Valley… ed è molto difficile procurarsi una sua bottiglia! Del resto gran parte dei produttori di Cabernet del Coonawarra creano anche eccezionali Shiraz.

Infine Margaret River, regione dal clima moderato nell’estremo Sud Ovest australiano, conosciuta per i suoi Cabernet Sauvignon, ospita alcuni produttori di Shiraz con un livello qualitativo altissimo. Due buoni esempi sono Voyager Estate e Windance.

Una rassegna come questa non è in grado di fare giustizia della miriade di produttori di Syrah; alcune importanti regioni vinicole negli stati di Victoria, South Australia e Tasmania non sono neppure state menzionate… va detto però che la gran parte dei viticoltori australiani sono in grado di offrire una bottiglia di Shiraz!

In Australia, come nel resto del Mondo, lo Shiraz è anche vinificato insieme Leggi il seguito di questo post »


Boscareto Resort e Spa: vino e benessere nel cuore delle Langhe

19 Ottobre 2009

Siamo stati ieri all’inaugurazione del Boscareto Resort & Spa, nuova esperienza imprenditoriale della famiglia Dogliani, proprietaria dell’Azienda vitivinicola Beni di Batasiolo a La Morra.

Boscareto vineyards
Il panorama di Boscareto

Mentre all’Auditorium del Massimo di Roma la guida Vini d’Italia 2010 del Gambero Rosso ha suggellato il successo del Barolo Boscareto 2005 di Batasiolo, a Serralunga d’Alba si è svolta l’inaugurazione del Boscareto Resort & Spa, di proprietà della famiglia Dogliani.

Il resort si erge sull’omonima collina,  immerso tra i vigneti di Moscato e Nebbiolo da Barolo, a pochi minuti dalla città di Alba. La struttura include l’Hotel 5 stelle lusso, il Ristorante La Rei, la Spa la Sovrana ed il bar Sunsì. A breve sarà inaugurata anche la Briccolina, la vineria del Boscareto destinata ad essere uno spazio informale di degustazione e relax.

Boscareto Resort & Spa
La Spa la Sovrana

Il taglio del nastro è spettato alla Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, insieme a Valentina Dogliani, l’assessore all’agricoltura Mino Taricco, il Presidente della Camera di Commercio di Cuneo Ferruccio Dardanello.

Taglio del nastro di Mercedes Bresso
Mercedes Bresso ha tagliato il nastro di Boscareto

Ottimi il cibo e i vini con cui ci siamo deliziati durante il pranzo al ristorante La Rei, diretto dallo chef stellato Gian Piero Vivalda, coadiuvato dall’executive chef Shiquin Chen alla guida di un team di ottimi professionisti, che possono contare su esperienze maturate in contesti del calibro di Vissani, Perbellini, Cracco e Santini.

Il menù del territorio ha previsto  Cardo gobbo di Nizza con uovo affogato in fonduta di Bettelmatt d’alpeggio e Ravioli al plin ai tre arrosti , in abbinamento alla Barbera d’Alba Sovrana, Stracotta di manzo  alle verdure di stagione, in abbinamento al Barolo Boscareto, Bavarese di nocciole su letto di crema di arance e guarnitura di cioccolato e pistacchi con Moscato d’Asti docg Bosc dla Rei.

Delizie dello chef
Delizie dello chef

Un momento di cultura ed emozione a scopo benefico nello scenario delle colline di Boscareto ha visto protagonista l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, magistralmente diretta dal Maestro Vittorio Antonellini,  e la partecipazione della voce solista Giò di Tonno, splendido interprete di Quasimodo nella versione italiana del musical Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante.

Orchestra Sinfonica Abruzzese e Giò di Tonno
Orchestra Sinfonica Abruzzese e Giò di Tonno

Una giornata inaugurale per mostrare con qualche ora di piacevole relax i profumi, sapori e colori del cuore delle Langhe.


Gold Coast wines. Una puntata a Mt Tambourine.

15 Ottobre 2009

Australia

Australia

Quando si pensa ai vini australiani la mente subito va, non senza motivo, alla Barossa Valley, la Coonawarra, Margaret River, grandi nomi e grandi produzioni. Il territorio è però costellato di realtà più piccole, perle che spesso passano inosservate ma che possono riservare gradite sorprese.

Ad un ora di macchina a sud di Brisbane e una trentina di chilometri da Surfer Paradise, appollaiato su un’altura a qualche centinaio di metri di altitudine, si trova Mt Tambourine, un paesino che si snoda sulla cresta che divide la rain forest a ovest dai pendii che portano all’oceano e alla Gold Coast a est.
Placida durante la settimana, durante il weekend e le festività la località si popola di folle di turisti, locali e di oltremare, in cerca di ristoro dalla calura all’ombra dei percorsi tra l’intrigo della vegetazione e gli alberi e nel fresco delle cellar doors delle vinerie, alcune delle quali meritano una menzione di rispetto.

Due signore gentilissime, affascinate e curiose di Italia, accolgono i visitatori alla Mt Tambourine Winery, proponendo in una cornice tranquilla e aperta una lista di vini di corpo tra i quali spicca il 2005 shiraz cabernet (rispettivamente 60 e 40%) di cui assaggiamo anche il 2007, recentemente messo sul mercato, vinoso, percorso da venature speziate e accese, accarezzato da tannini che lo rendono apprezzabile adesso ma promettono allo stesso tempo una maturazione interessante.

Il carattere gradevolmente rustico di questo vino è una caratteristica che condivide con altri dei prodotti della casa, in particolare il Black Shiraz, maturato in rovere americano, che rispettando le premesse del suo nome, si presenta di un colore incredibilmente cupo, violaceo, tendente al nero.

Heritage Estate

Heritage Estate

Se i rossi sono il punto forte della Mt Tambourine Wines, sorprendono piacevolmente i bianchi nella Heritage Wines. Le vigne di questa piccola azienda vinicola, come quelle della sopra citata Mt Tambourine winery, si trovano un paio di ore a sud, a Stanthorpe, sulle alture della Granite Belt di cui parleremo in una delle prossime puntate.
Fiore all’occhiello il pluripremiato 2008 Reserve Chardonnay, complesso e stratificato, in cui una nota appena percettibile di barrique, intrisa in una struttura vellutata, fa da sfondo a un arcobaleno di aromi dalla crema alla pesca, ma con qualche vibrazione tostata e erbacea e un finale lungo in una sorta di tout se tiens molto interessante.
Interessanti sono pure il Semillon 2003, vivace e di carattere, e il Frontignac 2008 in cui frutti e fiori si mescolano ad una spiccata acidità che tende e ravviva.

Finiamo la nostra visita domenicale concedendoci una birra sul terrazzo del St Bernards Hotel, l’edificio più vecchio della zona ci viene detto, dove un pigro san bernardo si concede alle indulgenze di una folla di bambini entusiasti. Di fronte a noi la Guanaba Gorge, un vallone in fondo del quale scorgiamo, nella foschia, i grattacieli di Surfers Paradise sullo sfondo dell’oceano Pacifico; in borsa una bottiglia di Chocolate Port della Mt Tambourine Winery, delizia golosa con cui annaffieremo i nostri gelati una volta tornati a Brisbane.
Per ora intanto ci godiamo questa piccola perla del Queensland.


Australian Shiraz – seconda parte

8 Ottobre 2009
Australian Wine Regions (Wine Australia map)

Australian Wine Regions (map from www.wineaustralia.com)

Seconda parte di questo lungo post, un vero e proprio atlante degli Shiraz australiani

Lo Shiraz della Barossa Valley (South Australia) è tradizionalmente un vino vigoroso, di grande corpo, adorato da chi è sempre d’accordo con Robert Parker… dal gusto fruttato, profondo e intenso, presenta note di prugna sciroppata, mora e ciliegia. E’ lo Shiraz più tipico, quello che caratterizza il vino australiano sull’atlante enologico mondiale. Qualche esempio famoso? Basket Press Shiraz di Rockford, Stonewell di Peter Lehmann, Meshach di Grant Burge e Amon Ra di Glaetzer.

A pochi chilometri di distanza troviamo la McLaren Vale (che ospita alcune sotto zone con un clima più freddo della media). Lo Shiraz di queste regioni presenta di solito intensi profumi di bacche nere, ma rivela anche note di cioccolato e speziate, quasi di anice stellato. Tre eccellenti produttori di quest’area sono D’Arenberg, Chapel Hill e Wirra Wirra.

La Hunter Valley, nel New South Wales, regione con clima più temperato, produce Shiraz con caratteristiche diverse. Qui abbiamo vini complessi, con sentori di cuoio e terra, ma più strutturati e tannici, fatto che permette loro un buon invecchiamento, a medio o lungo termine: Tempus Two (del produttore McGuigan) e Graveyard Shiraz di Brokenwood ne sono due buoni esempi.

La regione di Heathcote, nello Stato del Victoria, è un’altra zona di produzione per caldi e sontuosi Shiraz. Gli antichi suoli risalenti al Cambriano (come quelli che si possono trovare anche in South Australia, nella regione del Coonawarra), sono da più parti indicati come in grado di dare un grande contributo alla qualità dei vini locali, come quelli di Heathcote Winery e Munari.

Testo originale Brendan Jansen


Australian Shiraz – prima parte

5 Ottobre 2009

Ci è stata richiesta la versione in italiano dell’interessante post di Brendan Jansen: un vero è proprio atlante dello Shiraz australiano… ve la proponiamo suddivisa in tre parti.

australian-shiraz-main-zones

Le zone dello Shiraz australiano

Penso che lo Shiraz, o Syrah – com’è chiamato in gran parte del pianeta – sia un dono dell’Australia al mondo. C’è più Shiraz in Australia che nella Valle del Rodano, quella che potremmo chiamare la sua patria ancestrale (anche se, considerando l’intera Francia, il primato ritorna nel vecchio continente, con l’Australia seconda di misura). In questa breve esposizione utilizzerò i termini Shiraz e Syrah come intercambiabili, per quanto molti dei vini del Nuovo Mondo, etichettati come “Syrah”, intendano sottolineare il loro essere più simili ai tradizionali prodotti francesi, con maggiore sapidità e note fruttate di minore intensità.

L’Australia ha una lunga storia nella vinificazione dello Shiraz. I primi prodotti nazionali si devono al lavoro di Sir James Busby, nel 1830. Molti vini in varie aree della federazione, soprattutto nello stato del South Australia, nascono dai vigneti originari, oggi ultra centenari…  Hill of Grace di Henschke, prodotto nell’Eden Valley, proviene da vigneti con più di 120 anni.

Lo Shiraz, per la sua versatilità, ha potuto trarre vantaggio dalle diverse zone climatiche australiane. D’altra parte ha beneficiato delle moderne tecniche enologiche e dell’assenza di una legislazione troppo rigida, che permette tra l’altro di abbinare uve da differenti aree, a volte assai distanti fra loro. Penfolds Grange, ad esempio, è un insieme multiregionale di differenti Shiraz, vinificati con una piccola quantità di Cabernet Sauvignon.

I produttori (ed i consumatori) australiani stanno però iniziando a capire ed apprezzare i diversi modi in cui lo Shiraz si può manifestare in regioni con terreni, temperature, distanze dell’oceano diversi tra loro. Tintara (della grande azienda vinicola Hardys) ha realizzato una serie di vini provenienti da singoli vigneti nell’area della McLaren Vale, per sottolineare l’influenza del suolo e del microclima. Molto lavoro è stato fatto sulla selezione dei diversi cloni di uva, specialmente in relazione all’adattabilità alle condizioni climatiche ed al tipo di suolo, e la ricerca in questo campo si sta sviluppando.

testo originale di Brendan Jansen


Une seule qualité, la toute prémière.

1 Ottobre 2009

The Widow Clicquot

The Widow Clicquot -Tilar J. Mazzeo

Scorrendo i titoli degli scaffali di una libreria a Noosa, Sunshine Coast, Australia, sono stato attratto da una  copertina di un arancione che aveva un non so che di noto.

Arrivato a Brisbane l’ho ritrovato in più librerie e  dopo essermi informato, ho scoperto che questo testo sta riscuotendo un largo successo in Australia. Il titolo: “The Widow Clicquot, the story of a champagne empire and the woman who ruled it“, di Tilar J. Mazzeo. Portatolo a casa, l’ho divorato in un paio di giorni.

La storia è quella di un marchio, Veuve Clicquot, oggi una tra le etichette di Champagne più affermate e prestigiose, ormai da tempo membro della holding francese LVMH (con Louis Vuitton, Hennessy e molte altre griffe) specializzata in beni di lusso e sinonimo di raffinatezza, eleganza, “art de vivre”.
Il lavoro della Mazzeo ci fa rivivere il sorgere ed affermarsi di questa celebre maison, fondata nel 1772, che ha assisitito alla nascita stessa dello champagne e ha dato un contributo essenziale alla sua commercializzazione.
Protagonista principale della storia Barbe-Nicole Ponsardin, nata nel 1777 a Reims, dove trascorre un’infanzia agiata tra le cure del padre, noto personaggio locale, mentre fuori dalla porta si accendono i tumulti che porteranno al sorgere della Rivoluzione francese e al successivo avvento di Napoleone.
Nel 1805, a 22 anni, sposa François Clicquot, figlio di un commerciante locale di vini. La giovane coppia scopre ben presto di essere legata da una passione comune che li unisce forse più dello stesso rapporto matrimoniale: l’amore per il vin mousseu, un prodotto ancora non cristallino, non limpido, non dorato ma trouble, spesso instabile e facilmente soggetto a essere compromesso dai capricci delle stagioni. Leggi il seguito di questo post »


Merano ENOblog 2009, prima parte

27 Settembre 2009

Siamo stati a Merano in occasione di ENOblog 2009, un evento dedicato alla valorizzazione del territorio e dei vini di montagna tipici di questa zona.

Kurhaus di Merano

Kurhaus di Merano

Da ieri siamo a Merano, in occasione dell´ENOblog 2009, un evento dedicato alla blogosfera per diffondere la conoscenza del territorio e del patrimonio enogastronomico, soprattutto  vitivinicolo altoatesino.

Nonostante la giornata uggiosa, il panorama è splendido. Ad accoglierci lo staff di Merano Marketing, promotore dell´iniziativa.

Dopo la prima sera che ha visto protagonista lo chef Alex Barletta, del Bistrot Festival, è seguita un´intensa giornata di approfondimento e degustazione dei vini altoatesini.

Molto interessante la visita alla Laimburg, Podere Provinciale e Istituto di Ricerca Agraria dell´Alto Adige, che si pone tra gli obiettivi principali la ricerca e l´innovazione in agricoltura, soprattutto in ambito vinicolo.

La “Cantina nella Roccia” della Laimburg, costruita circa 80 metri nell´interno della roccia a partire dalla fine degli anni Ottanta e che ha visto la realizzazione della nuova parte tra il 1999 ed il 2005,  accoglie botti e migliaia di bottiglie frutto di anni di sperimentazione in ambito vitivinicolo e rappresenta uno scenario sotterraneo di incredibile bellezza, che include anche la sala di rappresentanza dedicata alla Giunta Provinciale.

Proprio all´interno di questo spazio è stata realizzata una degustazione che ha visto protagonisti i vini altoatesini a tutto tondo, tra cui abbiamo apprezzato in particolare il Sauvignon Blanc Oyell, il Gewürztraminer Elyond, il Lagrein Riserva Barbagol ed il Cabernet Sauvignon Riserva Sass Roa.

Dopo aver sperimentato direttamente la vendemmia nel pomeriggio sul Monte San Benedetto, sopra Merano, la serata è  trascorsa al Ristorante Kallmünz di Merano, in compagnia del Presidente del Merano Wine Festival&Gourmet,  Helmut Köcher, che ci ha proposto una selezione di vini altoatesini in accompagnamento al menu dello chef Luigi Ottaiano.

Giunti al giro di boa, e ormai oltre la metà di questo viaggio molto piacevole,  attendiamo lo svolgimento dell´ultima giornata, ma sono gia´molti gli spunti di riflessione in tema di marketing del vino e del turismo che avremo il piacere di approfondire nei prossimi giorni.


Australia e New Zealand wine tour con Wineup

24 Settembre 2009

Siamo lieti di dare il nostro benvenuto a Nicola Munari,  wine traveller e nuovo contributor di Wineup.

Nicola Munari ha  venticinque anni,  originario di Saluzzo in provincia di Cuneo, laureato in lingue e letterature orientali.

Australia wines

Australia wines

Appassionato conoscitore di vini e wine traveller, ha intrapreso alcuni mesi fa un viaggio che lo ha portato a visitare i più bei luoghi del vino australiani e presto raggiungerà anche le wineries neozelandesi.

Nicola ci racconterà  il suo viaggio, condividendo come in un vero diario di bordo la sua avventura.

A Nicola buon lavoro e il nostro più caloroso benvenuto!


Grande successo per le Lezioni di Barolo a Torino

20 Settembre 2009

Il 16 e 17 Settembre  si è tenuto nella splendida cornice di Palazzo Barolo a Torino l’appuntamento in due serate sul Barolo ed i suoi protagonisti, organizzato dall’Enoteca Regionale del Barolo .

Entusiasmo e partecipazione del pubblico alle lezioni di Barolo

Entusiasmo e partecipazione del pubblico alle Lezioni di Barolo a Palazzo Barolo a Torino

Sala gremita delle grandi occasioni, gradimento e partecipazione al di là delle aspettative per i due appuntamenti sul Barolo tenutisi nei giorni scorsi a Palazzo Barolo. Tanto che gli organizzatori hanno dovuto concedere il bis e prevedere un nuovo ciclo di incontri prima del periodo natalizio.

L’istrionico enologo Lorenzo Tablino, delle cui lezioni spumeggianti avevamo già avuto un assaggio durante lo scorso  Salone del Gusto di Torino, ha svolto il programma con la consueta competenza e simpatia, alternandosi sulla scena con il Vice Presidente dell’Enoteca Regionale del Barolo, GianlucaViberti in un duetto che ha saputo tenere sempre vivo l’interesse dei numerosi partecipanti.

Lorenzo Tablino e Gianluca Viberti

Lorenzo Tablino e Gianluca Viberti

Informazioni sulla storia del Barolo e le caratteristiche delle principali aree geografiche di produzione, giochi e degustazioni hanno reso le due serate un vero successo. Le informazioni sulla storia del Barolo e della sua diffusione – favoriti anche dall’intervento della nobile Giulia Falletti di Barolo, nata Juliette Colbert di Maulévrier e successivamente unitasi in matrimonio al marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo e trasferitasi a Torino – si sono infatti alternati a momenti ludici e a vere e proprie “prove  di abilità” per i partecipanti,  che hanno visto anche l’assegnazione di  graditissimi premi consistenti in bottiglie di Barolo e testi di approfondimento sul re dei vini.

Lorenzo Tablino

Lorenzo Tablino

Molto interessanti anche le degustazioni. La prima ha visto protagonista il  Barolo 2005, declinato in 5 produttori di zone e caratteristiche diverse, la seconda una degustazione verticale delle annate 1997, 1999, 2001 e 2005.

Tra gli allievi alcuni conoscitori del Barolo ed esperti degustatori, ma soprattutto molti appassionati consumatori, desiderosi di approfondire la conoscenza del prodotto e delle sue origini, in quella ricerca di consapevolezza e di consumo responsabile che sempre più si va diffondendo tra il vasto pubblico degli enoappassionati e wine lovers di ogni età.



McLaren Vale

12 Settembre 2009

I loved this video about McLaren Vale.

I think it’s impressive, a very good way to show wine and tourism heritage.


Vini pregiati protagonisti alle aste di Christie’s

30 Agosto 2009
Vi segnalo l’ultimo articolo dell’amico Paolo Turati, tratto dal suo blog A.r.e.a Civica

Bottiglia bordolese classica

…un bicchiere di vino fa tutto scordar. Tipica cantilena delle taverne dei suburbi della nostra Penisola, è ben difficile si possa tuttavia attagliare al Chateau Cheval Blanc del 1990 prossimamante in asta da Christie’s in otto lotti in cassette di legno da 12 bottiglie, ognuno dei quali è valutato ben 6000-8000 Sterline più le commissoni d’asta. In effetti, il 1990 è stato un anno importante, non solo per il vino: Gorbachev vinceva il Nobel per la Pace, Mandela veniva liberato dalla prigione e “I girasoli” di Van Gogh venivano aggiudicati per 85 milioni di Sterline.

Non male come annata, non c’è dubbio. Assaggiato dopo i canonici (per questo tipo di vino) diciannove anni dal critico Robert Parker, Il Chateau Cheval Blanc ha dimostrato recentemente di appartenere all’empireo dei gusti vinicoli. Un bouquet ridondante di foglia di tabacco, di torta alla frutta di Natale, di menta, di incenso, senza tuttavia superare i limiti massimi della percettibilità gustativa, abbondantemente glicerato e altamente alcolico in quanto a gradazione.  Un picco, allo stato, come viene definito dall’assaggiatore, di tale tipo di vino, che potrà protrarsi per i prossimi 10-15 anni.

Pure il glorioso Chateau Lafite-Rothschild, sempre del 1990, appare fra i sicuri protagonisti delle prossime aste internazionali (valutato, tuttavia, la metà del Chateau Cheval Blanc: 3000-4000 Sterline per ogni cassetta di legno da 12 bottiglie). Assaggiato nel 2000 da Michael Broadbend, il vino del Bordeaux è risultato di giusto peso, perfetto come aroma, perfettamente bilanciato nell’insieme. Alla salute di coloro che potranno permettersi di degustare l’aroma di questi vini!

Paolo Turati.


Crémant Tour – seconda puntata

23 Luglio 2009

Le principali mete di turismo del vino nelle zone vitate del crémant francese.

Nel recente post a proposito del crémant abbiamo ricordato il gran numero di zone viticole della Francia in cui è prodotta questa tipologia di vino, ottimo per chi ama le bollicine d’oltralpe di qualità e cerca un prezzo competitivo.

La route des vins in Alsace (Fonte: www.kaysersberg.com)

La route des vins in Alsace (Fonte: www.kaysersberg.com)

E’ interessante in effetti apprezzare la grande varietà dei diversi crémant – a partire dalle uve utilizzate – le cui differenze sono legate ai diversi terroirs e soprattutto al ruolo del singolo produttore.

I territori di origine del crémant sono fra i più belli della Francia, e in alcuni casi, come per la valle della Loira, tra le mete turistiche più belle del mondo. Non ci si stupisce quindi della buona organizzazione dell’accoglienza agli eno-turisti in  questi territori.

Mi pare particolarmente interessante notare come gli aspetti legati al vino, ed in questo caso ad uno specifico prodotto, facciano parte in modo integrato dell’offerta turistica del territorio. Eventi pubblici e escursioni presso vigneti e produttori (qui un esempio interessante, a Die) sono strettamente legati allo sviluppo del turismo ed alla cultura locale.

Ecco quindi che il crémant può diventare un inusuale chiave di lettura per costruire alcuni percorsi di turismo del vino attraverso la Francia: dalla Borgogna e dal Jura puntando poi a Nord verso l’Alsazia, per percorrere la Route du Vin che parte dalla città medievale di Colmar; oppure tra le eccellenze gastronomiche comprese fra le città di Bordeaux e Périgueux, ed infine a Sud, nella zona dell’Aude, partendo dalla famosa Carcassonne e puntando alla cittadina di Limoux, fra le fortezze e le memorie del “Paese Cataro”.

English version

Crémant Tour – second episode

The main destinations for a French crémant wine tour.

In the recent post about crémant we talked about the different areas of France where this particular kind of wine is produced: a product for those who love French quality bubbles and look for a competitive price.

One of the most interesting aspect is the great variety of different crémant, related to the grapes used but also due to the terroirs and to the effort of the wine makers. Leggi il seguito di questo post »


Autochtona 09, a Bolzano la fiera del vino autoctono

18 Luglio 2009

Durante i primi due giorni della 33a edizione di Hotel, la fiera internazionale dedicata all’ospitalità e alla gastronomia in programma a

Vigneti altoatesini (Fonte: Suedtirol Marketing_Erich Spitaler)

Vigneti altoatesini (Fonte: Suedtirol Marketing_Erich Spitaler)

Fiera Bolzano dal 19 al 22 ottobre, si svolgerà Autochtona 09, in cui produttori vinicoli provenienti da tutta Italia presenteranno etichette e specialità dei propri territori.

Autochtona 09 è il sesto forum dei vini autoctoni e metterà in mostra il meglio dell’enologia locale di qualità. Il legame profondo tra vino e territorio è uno dei principali fattori di sviluppo del turismo enogastronomico, in cui l’appassionato ricerca nel prodotto vitivinicolo  un’espressione dell’ambiente, della cultura e della storia dell’area di produzione. Un rapporto reso particolarmente esplicito e tangibile nel caso dei vini autoctoni, realizzati utilizzando almeno l’85% del cuvée d’uva di vitigni con un nome specifico, coltivati in territori definiti e per un periodo della durata minima di 50 anni.

Uva schiava (Fonte: suedtirol-marketing_frieder-blickele)

Uva schiava (Fonte: suedtirol-marketing_frieder-blickele)

Autochtona vedrà la partecipazione di 86 espositori provenienti dalle differenti regioni d’Italia, che hanno messo a disposizione oltre 300 vini per una serie di degustazioni.

Sarà privilegiata la produzione altoatesina, in netta evidenza, ma verrà dato ampio spazio anche ai produttori siciliani, veneti, toscani e locali in genere, che illustreranno le virtù e le potenzialità delle loro bottiglie, in un’occasione di business che vede coinvolti clienti nazionali e internazionali tra enoteche, wine bar, ristoranti, hotel.


Australian Shiraz

9 Luglio 2009

E’ per me un piacere ed un onore ospitare su Wineup l’intervento del nostro Brendan Jansen, di Perth, profondo conoscitore di vini australiani – in particolare di Shiraz -  e dei migliori cru del mondo.

Australian Shiraz main areas

Australian Shiraz main areas


Shiraz, or Syrah as it is called in most other parts of the globe, is, I think, Australia’s gift to the world. There is more Shiraz grown in Australia than in the Rhone Valley, the spiritual home of Syrah (but when other areas are taken into consideration, more Syrah is planted in France, with Australia a close second). In this brief expose I will use the terms Shiraz and Syrah interchangeably, although most New World wines labelled as ‘Syrah’ (even those from Australia) are made in more of a French style – less up-front sweet fruit, and with more of a savoury edge.

Australia has a long and proud history with Shiraz. The first vines were brought into the country by Sir James Busby in the 1830’s. Many vines in many areas in Australia, especially South Australia, are on their own rootstocks, and are well over 100 years old. (Henschke’s Hill of Grace Shiraz, from Eden Valley in South Australia, is made from vines over 120 years old). These precious vines are some of those that survived the great “vine-pull” schemes due to the glut of grapes in the 1980’s.

Australia’s history with Shiraz has benefitted from the various climatic zones in Australia that is able to sustain this versatile grape variety. It has also benefitted from modern winemaking techniques and the absence of strict historical laws, which allow, for example, blending from different areas, sometimes long distances away. Penfold’s Grange, for example, is a multiregional blend of Shiraz, blended with a small amount of Cabernet Sauvignon.

Australian winemakers and consumers are now beginning to understand the different ways that Shiraz can manifest itself in different regions with different temperatures, proximity to the ocean and soil types.  Tintara (of the Hardy’s stable) has released a series of three single vineyard Shirazes from the Mclaren Vale area to highlight the influences of soil and microclimate. (They are the Blewitt Springs, McLaren Flat and Upper Tintara Shiraz). We are also just beginning to understand the influences of clonal selection, especially in relation to suitability to certain climatic conditions and soil types, and research in this area is ongoing. Leggi il seguito di questo post »


Wineup compie oggi un anno, all’insegna della crescita continua

3 Luglio 2009

Wineup festeggia il primo anno di attività all'insegna della crescita

Wineup festeggia il primo anno di attività all'insegna della crescita

Il 26 Giugno 2008 Monica Pisciella fonda Wineup e il 2 luglio 2008 scrive il primo articolo di questo blog, presentando l’imminente 4° Conferenza Internazionale dell’Academy of Wine Business Research (AWBR) tenutasi alla Facoltà di Economia di Siena nei giorni successivi.

E’ stato importante trovare fin dai primi articoli il sostegno e l’incoraggiamento degli amici.  E’ stato per me un grande stimolo anche poter osservare la curiosità di quelle persone per cui il vino è pura passione e il turismo enogastronomico una scoperta ancora abbastanza recente.

Voglio ringraziarvi mentre festeggiamo il primo anno di Wineup, perchè il vostro entusiasmo è stato un ulteriore incoraggiamento a continuare anche nei momenti meno facili.

Ho presto trovato anche il sostegno e la collaborazione attiva di Marco Manero, che in questo anno non sempre facile è stato un compagno di avventura e un sostegno fondamentale per Wineup. A lui vanno il mio apprezzamento professionale ed il mio più sincero ed affettuoso ringraziamento.

Ringrazio di cuore anche chi mi ha detto che non ce l’avrei mai fatta, perchè mi ha stimolata a continuare con ancora maggiore energia :-)

E’ un immenso piacere ringraziare tutti voi, che ogni giorno ci leggete con attenzione e che da un anno – ininterrottamente – ogni mese ci fate registrare un numero di visite sempre crescente. Persino a dicembre  nei giorni di Natale  e a Capodanno avete brindato leggendo Wineup. Spero abbiate fatto brindisi indimenticabili :-)

Ringrazio chi ha arricchito i nostri scritti con commenti mai  banali, chi ha scritto dall’estero per dire che ci legge, chi scrive ai nostri indirizzi mail per incoraggiarci, porci domande e fornire nuovi stimoli.

L’invito di oggi è rivolto a tutti voi e ai molti altri lettori che spero si uniranno a noi nel corso dei prossimi dodici mesi, vi aspetto il prossimo anno ancora più numerosi e con Wineup ancora in crescita. Il nostro sguardo è sempre rivolto a nuovi obiettivi e a contenuti sempre nuovi per i nostri lettori.

Intanto è bello invitarvi a dare uno sguardo anche al numero di  Giugno  di VigneVini, in particolare all’articolo a pag. 42 sul turismo enogastronomico.

Grazie, grazie davvero a tutti e buon primo compleanno a Wineup :-)

Monica Pisciella


Crémant Tour – prima puntata

2 Giugno 2009

Qualche nota alla scoperta del crémant francese, vino molto interessante e ancora poco conosciuto.

Vino ottenuto secondo il “metodo tradizionale”, o per dirla in altro modo con il “metodo champenoise” (denominazione più classica, ma oggi riservata praticamente solo allo champagne), il crémant subisce di conseguenza una seconda fermentazione in bottiglia, dopo la prima realizzata in cisterne o fusti. Proprio il gas prodotto dalla seconda fermentazione, la famosa “pris de mousse”, dà luogo, mescolandosi al liquido, alle bollicine finissime che sono la principale (e sempre più apprezzata) caratteristica di questi vini.

Esistono crémant di Alsazia, la regione che ha la produzione maggiore, ma anche di Bordeaux (praticamente sconosciuti al confronto dei grandi vini della regione), di Borgogna (ne abbiamo parlato qui, qualche mese fa) della Loira, del Jura e naturalmente di Die e di Limoux, dove sono operanti le più grandi cooperative di produttori, le più presenti nei circuiti della grande distribuzione francese.

In ogni AOC la produzione rispetta regole rigorose, e la stessa definizione di crémant dal 1994 è stata determinata molto rigidamente dall’Unione Europea, come ricorda con ricchezza di dettagli (e non a caso!) anche il glossario presente sul sito internet del grande produttore italiano di vini metodo classico Berlucchi.

Naturalmente, come per lo champagne, il crémant può essere Blanc de blancs, Blanc de noirs, Rosé, a seconda degli uvaggi utilizzati, e le varie produzioni risentono delle richieste del mercato, cosa che ha portato un aumento dei rosé proposti negli ultimi anni; tuttavia l’aspetto di marketing più interessante è sicuramente il rapporto qualità/prezzo, in grado di fare la fortuna di prodotti di buona qualità ed ancora piuttosto poco presenti in Italia. Ad esempio il crémant del Limoux di Georges et Roger Antech, che con la cuvéee “Eugénie”, brut 2006 (70% di chardonnay, 20% chenin e 10% mauzac, un minimo di 18 mesi sui lieviti), propongono, a un prezzo che si aggira intorno ai 10 Euro, un vino dagli intensi aromi floreali, che in bocca presenta (fedele al suo nome) caratteristiche di spiccata cremosità e morbidezza.

English version

Crémant Tour – first episode

A post to discover French crémant, a very interesting and still little known wine.

The crémant is a sparkling wine made with the traditional, or “Champagne method”. Leggi il seguito di questo post »


Hong Kong, porta di accesso per il vino in Cina

21 Maggio 2009

L’Hong Kong Tourism Board lancia il “Food & Wine Year”, con la collaborazione di tutta la città. Una buona occasione per dire qualcosa sul vino in Cina…

Hong Kong

Hong Kong

Il mercato cinese del vino è potenzialmente ampio e continua a crescere incessantemente,  soprattutto nelle grandi città.

In base alle statistiche prodotte da China Economic News Service, impresa di servizi all’export attiva sin dal 1974, attualmente il consumo di vino pro capite è solamente di 0,5 litri l’anno, anche se ad esempio a Shangai il consumo per persona è rapidamente cresciuto negli ultimi anni sino a 1,25 litri. La Cina ha iniziato da pochi anni ad importare vino e la porzione di mercato per i vini stranieri è bassa; d’altra parte entrare nel mercato cinese necessita di forti investimenti per le accise, le tasse di trasporto e dal punto di vista logistico e della promozione.

In questo scenario molti guardano alla città di Hong Kong ed al suo storico ruolo di “porta d’accesso” alla Cina.

Hong Kong, per il legame con l’impero coloniale inglese, ha un mercato del vino maturo e attento, dove operano da tempo alcuni importanti distributori, come ad esempio Altaya Wines Limited o Ponti Wine Cellars. Il mercato locale è dominato dai produttori francesi; nel 2007 la Francia ha conquistato il 57% del valore ed il 31% dei volumi delle importazioni. Altri fornitori significativi sono australiani, statunitensi, cileni, spagnoli e italiani. LgraficoHKa cosa più interessante è l’abolizione da parte del governo locale della tassa di importazione sul vino, pari al 40%, nel Febbraio 2008. La conseguente diminuzione dei prezzi ha stimolato la domanda, ed allo stesso tempo promette di sviluppare Hong Kong come uno snodo fondamentale nella distribuzione e nel commercio del vino.

L’Hong Kong Tourism Board ha colto l’occasione per lanciare il Food & Wine Year: da aprile 2009 un anno incentrato nella promozione gastronomica della città, che culminerà nell’Hong Kong Wine and Dine Festival, dal 30 di ottobre al primo di novembre 2009.

English version

Hong Kong, Food & Wine Gateway

Chinese wine market is potentially large and continues to grow incessantly, especially in big cities.

According to China Economic News Service, wine consumption per person is only 0.5 liters per year, even if the consumption per person in some cities, for example in Shanghai, grown rapidly in recent years up to 1.25 liters. China began a few years ago to import wine and the portion of the market for foreign wines are low; on the other hand enter in Chinese market requires heavy investment for the excise and trasport taxes, and in terms of logistics and promotion. Leggi il seguito di questo post »


Asta di vini da collezione da Christie’s a Londra

3 Maggio 2009

Tratto da Area Civica, blog dell’amico Paolo Turati, economista ed esperto di mercati finanziari, l’interessante articolo sulla recente asta di vini pregiati tenutasi a Londra da Chrisitie’s.

Luxury wines all'asta da Christie's

Luxury wines all'asta da Christie's

Oltre un milione e duecentomila sterline (quasi un milione e 400mila Euro) sono stati il ricavato dell’asta di vini da collezione tenutasi nella location di King Street di Christie’s, a Londra, il 30 Aprile scorso.
Frutto della paziente ricerca da parte degli “specialist” della Casa d’aste più grande del mondo, di proprietà del finanziere francese François Pinault, capaci di mettere assieme tre collezioni eccezionali da porre in vendita, l’evento londinese è stato uno fra gli ormai non rari che riguardano i grandi vini, segnatamente francesi, a dimostrazione di come food e cultura siano indissolubilmente legati all’evoluzione di una società sempre più stratificata, dove la via di mezzo (da un punto di vista sociologico, basta osservare la contrazione in termini quantitativi della cosiddetta “classe media”, anche a seguito dell’attuale, imponente, crisi economica globale) si sta vieppiù riducendo.
Gli esiti maggiormente lusinghieri hanno toccato lotti, fra le 12 e le 60 bottiglie, di vendemmie di buona memoria, come quelle del 1982, 1988 e 1990. Un lotto di 60 bottiglie Chateau Haut Brion del 1989 è passato di mano per 38 mila Sterline, commissioni comprese, mentre, per i lotti da 12 pezzi, i risultati più significativi hanno riguardato quattro aggiudicazioni di Chateau Lafite-Rothschild del 1982 (fra le 21.000 e le 23.000 Sterline) ed una di Chateau Petrus del 1990, che ha realizzato 22.000 Steline.
Si diceva che le aste di vini preziosi da collezione sono ormai quasi un must del panorama d’aste internazionale. Sempre da Christie’s sono previste due tornate da considerare di buona importanza nel prossimo mese di Maggio: a Ginevra il 12 Maggio e ad Hong Kong il 24.
Nella prima, comprensiva anche di rari Bordeaux di grande formato, troviamo proposti in vendita “vecchie stars”, Leggi il seguito di questo post »